Blend di piante officinali formulate per esplorare e guidare diversi stati di coscienza: focus, respiro, connessione, calma, creatività, intimità, meditazione e sogno.
Vivi un'esperienza interiore più profonda e consapevole.






Le ore in cui si è svegli e si è attivi. Si apre con l'attivazione mentale, si passa per il respiro, si arriva alla parte del giorno in cui il pensiero smette di essere ordinato e comincia a produrre e creare.

Prima la calma che scioglie il residuo della giornata, poi il silenzio in cui si può stare seduti, infine il passaggio verso il sonno e la dimensione dei sogni.

La giornata intera, dalla mattina alla sera. Attivazione, respiro, apertura, creatività, quiete: cinque stati disposti nell'ordine in cui vengono attraversati mediamente nel corso di una giornata. Adatto a chi vuole conoscere la linea vivendola, non assaggiandola.

Per la sera, quando i minuti smettono di correre e si entra in uno spazio interiore più intimo e personale. Apertura, quiete, desiderio, contemplazione, sogno. Cinque blend che si prestano alla condivisione e ai momenti che si preparano con cura e senza fretta.

Tutte e otto le blend per una scoperta completa del mondo MATERIA. Il modo per attraversare la linea intera e capire quali stati ti appartengono di più, prima di scegliere i tuoi preferiti.
L'inizio di un viaggio.




Yerba mate e tè verde gunpowder, due tradizioni dell'infuso che qui si incontrano. Menta piperita per la nota fresca, rosmarino e gotu kola per la profondità erbacea. Il tulsi, il basilico sacro, tiene insieme la composizione. Un profilo asciutto, verde, senza dolcezza.
Uso consigliato: Mattina e primo pomeriggio. Studio, lavoro, sessioni di concentrazione.
Ilex paraguariensis, Camellia sinensis, Mentha × piperita, Centella asiatica, Salvia rosmarinus, Ocimum tenuiflorum, Althaea officinalis







Costruita intorno all'idea di aria di montagna. L'issopo della tradizione monastica, il timo e la salvia: la triade balsamica. Aghi di pino silvestre e una punta di eucalipto per la nota resinosa. Verbasco e altea fanno da base morbida. La composizione più articolata della linea.
Uso consigliato: Qualsiasi momento della giornata. Cambi di stagione, pratiche di respiro.
Mentha × piperita, Althaea officinalis, Verbascum thapsus, Hyssopus officinalis, Salvia officinalis, Thymus vulgaris, Melissa officinalis, Mentha spicata, Pinus sylvestris, Eucalyptus globulus







Rosa damascena, il fiore attorno a cui tutto il resto si dispone. Il biancospino, pianta del cuore nella fitoterapia. Tiglio e calendula per la parte floreale, cannella e cardamomo per quella speziata. Un profilo dolce senza essere stucchevole.
Uso consigliato: Tardo pomeriggio e sera. Momenti condivisi, pratiche contemplative.
Rosa × damascena, Crataegus monogyna, Tilia cordata, Althaea officinalis, Calendula officinalis, Melissa officinalis, Cinnamomum verum, Elettaria cardamomum







Piante nervine scelte per la sera. Passiflora e scutellaria formano l'ossatura; lavanda e scorza d'arancio danno l'aroma; la camomilla chiude in basso. Una composizione costruita sulla morbidezza più che sull'intensità.
Uso consigliato: Sera. Dopo il lavoro, pratiche di rilassamento, yoga.
Passiflora incarnata, Scutellaria lateriflora, Nepeta cataria, Althaea officinalis, Tilia cordata, Lavandula angustifolia, Citrus sinensis, Verbena officinalis, Matricaria chamomilla








Damiana e fiore di loto blu, con una nota di menta piperita a tenere la lucidità. Melissa e gotu kola completano il registro erbaceo; calendula e rosa aggiungono il floreale. Una miscela per le ore in cui si lavora a qualcosa di proprio.
Uso consigliato: Pomeriggio e sera. Pittura, musica, scrittura, sessioni creative.
Turnera diffusa, Nymphaea caerulea, Mentha × piperita, Centella asiatica, Melissa officinalis, Calendula officinalis, Rosa × damascena, Althaea officinalis







La composizione più floreale e speziata della linea. Damiana e loto blu, entrambe legate a tradizioni cerimoniali antiche. Rosa damascena e gelsomino per la parte alta; cannella, cardamomo e zenzero per quella calda. Pensata per essere condivisa.
Uso consigliato: Sera. Rituale condiviso, momenti di intimità.
Turnera diffusa, Nymphaea caerulea, Rosa × damascena, Jasminum sambac, Cinnamomum verum, Elettaria cardamomum, Althaea officinalis, Zingiber officinale, Calendula officinalis






Artemisia e loto, blu e bianco: le piante che le tradizioni contemplative hanno attraversato più a lungo. La passiflora tiene la composizione raccolta, la salvia aggiunge una nota asciutta e chiara. Da usare con attenzione, in contesti dedicati.
Uso consigliato: Sera e cerimonia. Meditazione, breathwork, sound healing.
Artemisia vulgaris, Nymphaea caerulea, Passiflora incarnata, Nelumbo nucifera, Verbascum thapsus, Scutellaria lateriflora, Nepeta cataria, Salvia officinalis







Artemisia e calea, la «foglia di Dio». Loto blu e loto bianco per la parte floreale, menta piperita a bilanciare la nota amara della calea. Lavanda e camomilla chiudono. Il profilo aromatico più scuro della linea.
Uso consigliato: Sera, prima del sonno. Pratiche oniriche, dream journal.
Artemisia vulgaris, Nymphaea caerulea, Calea ternifolia, Passiflora incarnata, Nelumbo nucifera, Verbascum thapsus, Mentha × piperita, Lavandula angustifolia, Matricaria chamomilla



Il fuoco è stata la prima tecnologia che l'uomo ha scoperto. Con il fuoco ha cucinato, si è scaldato, si è protetto dagli altri animali. Nel tempo ha cominciato a far interagire il fuoco con tutto ciò che aveva intorno: legni, resine, radici, foglie, per scoprire cosa succedeva.
Quasi tutto produceva calore e fumo, ma alcune piante facevano qualcosa di diverso. Chi stava vicino al fuoco si accorgeva che la mente cambiava: si apriva, rallentava, vedeva altro, percepiva di più.
Piano piano l'uomo si rese conto che quella non era più una semplice combustione: aveva scoperto una porta, una soglia per accedere a una realtà interiore che normalmente restava nascosta.

Da quel momento, ogni civiltà ha iniziato a scegliere
e a costruire uno stretto rapporto con le proprie piante.
Il loto blu che cresceva sul Nilo veniva raccolto dagli egiziani e usato nei rituali da sacerdoti e faraoni. A Eleusi la menta era uno degli ingredienti del kykeon, la bevanda degli iniziati prima dell'ingresso nel santuario. Nell'antica Roma la verbena era erba sacra, legata ai riti di purificazione e alla stipula dei trattati. In Persia si distillava la rosa damascena. Nei monasteri cinesi il tè teneva svegli i monaci lungo le lunghe ore di veglia e meditazione.
In India il tulsi veniva coltivato al centro del cortile di casa e offerto a Vishnu; la centella asiatica sosteneva la lucidità degli asceti. La benedettina Hildegard von Bingen curava con issopo, salvia e lavanda. Maya e Aztechi conoscevano la damiana. I Lakota intrecciavano l'artemisia nelle corone dei danzatori del Sole e la posavano sugli altari. Nelle case chontal di Oaxaca la calea si chiamava foglia di dio: si prendeva per sapere, e poi si dormiva.
Repertori, culture sacre e profonde, costruite nei secoli, ma tutte limitate dallo stesso confine: quasi sempre la flora accessibile era soltanto quella geograficamente vicina.
Oggi quel vincolo non c'è più. Le piante arrivano da tutto il mondo e hanno la possibilità di comunicare tra loro in una nuova sinergia. Quello che è cambiato non è la saggezza delle piante, ma la nostra capacità di comprenderla: la ricerca moderna ha tradotto secoli di tradizione in meccanismi comprensibili e precisi.

MATERIA nasce da questo incontro: l'eredità millenaria delle piante officinali e la precisione del dosaggio contemporaneo. Le Piante Maestre di ogni tradizione possono dialogare in una lingua nuova e più raffinata.
MATERIA non è una scorciatoia.
Non promette stati che non senti già dentro di te in qualche forma.
Quello che offre è un'amplificazione, un invito, una direzione.
Pratiche millenarie, in una nuova luce.

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Ultimo aggiornamento: Settembre 2026 · Titolare del trattamento: MATERIA — Via Orvenco 6, 33013 Gemona del Friuli (UD)
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