Blend di piante officinali formulate per esplorare e guidare diversi stati di coscienza: focus, respiro, connessione, calma, creatività, intimità, meditazione e sogno.
Vivi un'esperienza interiore più profonda e consapevole.









Yerba mate e tè verde gunpowder, la tradizione sudamericana accanto a quella cinese. Menta piperita per la nota fresca, rosmarino e gotu kola per la profondità erbacea. Il tulsi — basilico sacro indiano — tiene insieme la composizione. Un profilo asciutto, verde, senza dolcezza.
Uso consigliato: Mattina e primo pomeriggio. Studio, lavoro, sessioni di concentrazione.
Ilex paraguariensis, Camellia sinensis, Mentha × piperita, Centella asiatica, Salvia rosmarinus, Ocimum tenuiflorum, Althaea officinalis







Dieci piante costruite intorno all'idea di aria di montagna. L'issopo della tradizione monastica europea, il timo e la salvia: la triade balsamica mediterranea. Aghi di pino silvestre e una punta di eucalipto per la nota resinosa. Verbasco e altea fanno da base morbida. La composizione più complessa della linea.
Uso consigliato: Qualsiasi momento della giornata. Cambi di stagione, pratiche di respiro.
Mentha × piperita, Althaea officinalis, Verbascum thapsus, Hyssopus officinalis, Salvia officinalis, Thymus vulgaris, Melissa officinalis, Mentha spicata, Pinus sylvestris, Eucalyptus globulus







Un terzo di rosa damascena, la stessa che si distilla in Bulgaria e in Iran. Il biancospino, pianta del cuore nella fitoterapia occidentale. Tiglio e calendula per la parte floreale, cannella di Ceylon e cardamomo per quella speziata. Il profilo aromatico è dolce senza essere stucchevole.
Uso consigliato: Tardo pomeriggio e sera. Momenti condivisi, pratiche contemplative.
Rosa × damascena, Crataegus monogyna, Tilia cordata, Althaea officinalis, Calendula officinalis, Melissa officinalis, Cinnamomum verum, Elettaria cardamomum







Nove piante nervine della tradizione europea e nordamericana. Passiflora e scutellaria formano l'ossatura; lavanda e scorza d'arancio danno l'aroma; la camomilla chiude in basso. Una composizione da sera, costruita sulla morbidezza più che sull'intensità.
Uso consigliato: Sera. Dopo il lavoro, pratiche di rilassamento, yoga.
Passiflora incarnata, Scutellaria lateriflora, Nepeta cataria, Althaea officinalis, Tilia cordata, Lavandula angustifolia, Citrus sinensis, Verbena officinalis, Matricaria chamomilla








Damiana messicana in proporzione alta, fiore di loto blu del Nilo, e una nota di menta piperita a tenere la lucidità. Melissa e gotu kola completano il registro erbaceo; calendula e rosa aggiungono il floreale. Una miscela per le ore in cui si lavora a qualcosa di proprio.
Uso consigliato: Pomeriggio e sera. Pittura, musica, scrittura, sessioni creative.
Turnera diffusa, Nymphaea caerulea, Mentha × piperita, Centella asiatica, Melissa officinalis, Calendula officinalis, Rosa × damascena, Althaea officinalis







La composizione più floreale e speziata della linea. Damiana e loto blu, entrambe legate a tradizioni cerimoniali antiche. Rosa damascena e gelsomino sambac per la parte alta; cannella, cardamomo e zenzero per quella calda. Pensata per essere condivisa.
Uso consigliato: Sera. Rituale condiviso, momenti di intimità.
Turnera diffusa, Nymphaea caerulea, Rosa × damascena, Jasminum sambac, Cinnamomum verum, Elettaria cardamomum, Althaea officinalis, Zingiber officinale, Calendula officinalis






Artemisia e loto, blu e bianco: le piante che le tradizioni contemplative hanno attraversato più a lungo. La passiflora tiene la composizione raccolta, la salvia officinalis aggiunge una nota asciutta e chiara. Da usare con attenzione, in contesti dedicati.
Uso consigliato: Sera e cerimonia. Meditazione, breathwork, sound healing.
Artemisia vulgaris, Nymphaea caerulea, Passiflora incarnata, Nelumbo nucifera, Verbascum thapsus, Scutellaria lateriflora, Nepeta cataria, Salvia officinalis







Artemisia e Calea zacatechichi, la «foglia di Dio» dei Chontal di Oaxaca. Loto blu e loto bianco per la parte floreale, menta piperita a bilanciare la nota amara della calea. Lavanda e camomilla chiudono. Il profilo aromatico più scuro della linea.
Uso consigliato: Sera, prima del sonno. Pratiche oniriche, dream journal.
Artemisia vulgaris, Nymphaea caerulea, Calea ternifolia, Passiflora incarnata, Nelumbo nucifera, Verbascum thapsus, Mentha × piperita, Lavandula angustifolia, Matricaria chamomilla



Il fuoco è stata la prima tecnologia che l'uomo ha scoperto. Con il fuoco ha cucinato, si è scaldato, si è protetto dagli altri animali. Nel tempo ha cominciato a far interagire il fuoco con tutto ciò che aveva intorno: legni, resine, radici, foglie, per scoprire cosa succedeva.
Quasi tutto produceva calore e fumo, ma alcune piante facevano qualcosa di diverso. Chi stava vicino al fuoco si accorgeva che la mente cambiava: si apriva, rallentava, vedeva altro, percepiva di più.
Piano piano l'uomo si rese conto che quella non era più una semplice combustione: aveva scoperto una porta, una soglia per accedere a una realtà interiore che normalmente restava nascosta.
Da quel momento, ogni civiltà ha iniziato a scegliere
e a costruire uno stretto rapporto con le proprie piante.
Il loto blu che cresceva sul Nilo veniva raccolto dagli egiziani e usato nei rituali da sacerdoti e faraoni. A Eleusi la menta era uno degli ingredienti del kykeon, la bevanda degli iniziati prima dell'ingresso nel santuario. Nell'antica Roma la verbena era erba sacra, legata ai riti di purificazione e alla stipula dei trattati. In Persia si distillava la rosa damascena. Nei monasteri cinesi il tè teneva svegli i monaci lungo le lunghe ore di veglia e meditazione.
In India il tulsi veniva coltivato al centro del cortile di casa e offerto a Vishnu; la centella asiatica sosteneva la lucidità degli asceti. La benedettina Hildegard von Bingen curava con issopo, salvia e lavanda. Maya e Aztechi conoscevano la damiana. I Lakota intrecciavano l'artemisia nelle corone dei danzatori del Sole e la posavano sugli altari. Nelle case chontal di Oaxaca la calea si chiamava foglia di dio: si prendeva per sapere, e poi si dormiva.
Repertori, culture sacre e profonde, costruite nei secoli, ma tutte limitate dallo stesso confine: quasi sempre la flora accessibile era soltanto quella geograficamente vicina.
Oggi quel vincolo non c'è più. Le piante arrivano da tutto il mondo e hanno la possibilità di comunicare tra loro in una nuova sinergia. Quello che è cambiato non è la saggezza delle piante, ma la nostra capacità di comprenderla: la ricerca moderna ha tradotto secoli di tradizione in meccanismi comprensibili e precisi.
MATERIA nasce da questo incontro: l'eredità millenaria delle piante officinali e la precisione del dosaggio contemporaneo. Le Piante Maestre di ogni tradizione possono dialogare in una lingua nuova e più raffinata.
MATERIA non è una scorciatoia.
Non promette stati che non senti già dentro di te in qualche forma.
Quello che offre è un'amplificazione, un invito, una direzione.
Pratiche millenarie, in una nuova luce.
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Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026 · Titolare: Materia Srl
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